Giappone, fra modernità e tradizione: day 1 Tokyo

Atterriamo a Tokyo la mattina dell’11 agosto, dopo uno scalo ad Helsinki e nove ore per sorvolare l’intero territorio della Russia. Dopo il controllo passaporti ed aver recuperato le nostre valigie sane e salve (ho sempre un po’ d’ansia per questo), grazie al treno diretto Skyliner in mezz’ora siamo dall’aeroporto di Narita al quartiere di Shinjuku, quartiere moderno e pulsante della città. Abbiamo scelto di pernottare in questa zona dopo un’attenta ricerca, sia perché molto affollata e movimentata in qualsiasi ora del giorno e della sera, sia per la comodità di collegamento con altre zone di interesse (anche se le 13 linee di metro - c.a. 250 stazioni), servono in maniera oserei dire capillare tutta la città e dintorni.

Posate le valigie al nostro hotel - Gran Bell - non ci facciamo intimorire dalle bollenti temperature e partiamo subito alla scoperta della città.

Come prima cosa ci facciamo incuriosire dal nostro quartiere e cominciamo a perderci nelle vie affollate di Shinjuku, tra centri commerciali, insegne enormi e luminose con scritte incomprensibili ed un fiume di gente che cammina freneticamente.

Qui si vede di tutto dalle grandi marche della moda italiana ed Europea, agli sponsorizzatissimi negozi tax free, ma è presto per lo shopping, per ora siamo in esplorazione. 

Velocemente arriva l’ora di pranzo e delle numerose alternative che ci suggerisce la nostra guida, optiamo per il “RE” della tempera del quartiere: Tsunahachi, e la nostra esperienza non ci lascia per niente delusi, se non per il prezzo (circa 5.000 Yen). In questo locale la preparazione e la frittura della tempera rappresenta una vera e propria arte, per questo ci mettiamo in fila e dopo qualche minuto di attesa ci accomodiamo al piano di sopra, direttamente al bancone. Tra le varie scelte disponibili sul menù, optiamo per una più “economica” via di mezzo: una tempura mista, calamaro e sashimi di tonno. La qualità è veramente eccellente, ma di certo non aspettatevi i menù “all you can eat” che ci sono in Italia. La tempura infatti comprende una fetta di melanzana, un gambero un pesce azzurro ed una simil anguilla. Il sashimi invece di 5 fette comprendeva del tonno rosso, il più pregiato e quello che loro chiamano fat tuna, ovvero una varietà più grassa e per questo più rosata, ma altrettanto buona a mio avviso. Purtroppo non abbiamo foto a riguardo in quanto non consentite all’interno del locale, ma quello che vi suggerisco se captate nei paraggi è di vivere questa esperienza che è un vero e proprio rituale, a partire dal capire come usare ognuno dei recipienti che portano in tavola e delle relative salse. 


Si riparte, finalmente ci siamo ricongiunti ai nostri amici appena arrivati in città, e tutti insieme ci dirigiamo verso il Tokyo Metropolitan Government Office: all’ultimo piano di questo palazzo mastodontico che ospita l’ufficio della prefettura della città, è situato infatti un osservatorio raggiungibile attraverso un ascensore totalmente gratuito. Purtroppo oggi il tempo non è dei migliori, e la foschia non consente di godere a pieno del panorama a 360 gradi. Nelle giornate limpide dicono che la visuale consenta addirittura di arrivare fino al monte Fuji!

La stanchezza ed il jet leg cominciano a farsi sentire, e quindi dopo aver passeggiato ancora fra le strade del quartiere per affinare il nostro senso di orientamento (sembra di essere stati catapultati all’interno di una lavatrice), ci concediamo una birra allo Sky beer garden situato sopra uno dei numerosi centri commerciali che affollano la città. Di sicuro infatti una delle cose che non manca qui è la possibilità di fare shopping: nei quartieri centrali e più rinomati infatti si susseguono i centri commerciali con i prodotti più disparati e al loro interno non mancano anche centri di ristoro, dai più commerciali, ai più modaioli situati sui famosi roof top per l’appunto. Birra finita tutto d’un fiato visto anche il caldo soffocante che avvolge la città e siamo pronti per provare il vero sushi giapponese.


Studiando le numerose offerte disponibili tra internet, guide e consigli di amici optiamo per il giusto compromesso tra qualità e prezzo: Namazuko Sushi, sempre nel quartiere di Shibuya e non lontano dal re della tempura. E come tutti posti rinomati, la fila si snoda fuori dal locale… ma questo non fa che incoraggiarci, interpretandolo come un simbolo di buona qualità. Dopo circa 30 minuti ci accomodiamo al tavolo, e tra un gesto e qualche parola di inglese (purtroppo qui la lingua non è molto praticata) capiamo che è possibile servirsi dal nastro, dove scorrono piatti colorati a rappresentare anche il costo delle diverse portate (dai 200 ai 500 yen). La formula sembra non differire molto da quella presente in molti locali italiani, ma il gusto…. quello non ha niente a che vedere, e vi sembrerà di non aver mai mangiato sushi. Come prima cosa notiamo che qua l’utilizzo del salmone, non è affatto dilagante, ma si predilige il tonno ed il tutto viene servito in purezza, solo con l’accompagnamento di wasabi o salsa di soya, nulla di più. solo sul finale, gli chef si sbizzarriscono con varianti più ricercate come il tonno in tartare, o addirittura scottato alla griglia. Un cena veramente ottima per poco più di 10 euro a persona!!!

La giornata è stata lunga, quindi dopo cena tutti a riposare, perché da domani si fa sul serio. 

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